Le Grandi Avventure di

Capitan Carota

C’era una volta un bosco incantato, chiamato appunto Bosco Incantato, pieno di bei fiori e grossi alberi secolari. In questo bosco erano state fondate le tre Contrade delle Verdure: quella cavalleresca delle carote, quella piratesca dei pomodori e quella laboriosa dei carciofi.

In quella delle carote, grandi eroi e cavalieri erano sempre in attesa di una missione da compiere. Fra le tante teste arancio, c’era una vera leggenda: Capitan Carota. Era un cavaliere di mezza maturazione, di un bell’arancione focoso con un esuberante ciuffo verde sulla testa. Vestiva abiti grigi e portava sempre un mantello nero e per questo tutti avevano soggezione di lui. Ma si sbagliavano! Capitan Carota era una gentilverdura, forse un po’ troppo seria, ma pur sempre una gentilverdura.

Venne presto il tempo di una nuova avventura per il Capitano. Infatti, il Re Carciofo lo chiamò alla sua corte; quando Capitan Carota giunse al castello del Carciofo, lo trovò in una strana condizione: aveva le braccia al posto delle gambe e viceversa. "Sono stati i Fagioli!" disse il Re. "Mi hanno lanciato una maledizione ed ora mi ritrovo così. Nemmeno l’arcimago può guarirmi, perché il sortilegio dei Fagioli è molto potente. Ti prego, Capitan Carota, trova il Calice dell’Acqua Pura e portalo a me: solo bevendo quella gazzosa potrò tornare come prima!". Senza pensarci due volte e mascherando le risatine per la posizione del Re con colpi di tosse, il Capitano accettò subito la missione. Tornò a casa e prese la lancia, saltò in groppa al suo fido destriero, di nome Fido Destriero, che altro non era che uno zucchino equino di media taglia. Giunto fuori del Bosco Incantato, però, si chiese: "Dove mai si trova il Calice per il Re?". Non lo sapeva. Si fermo a dormire fra le radici di una grossa quercia e gli apparve in sogno l’arcimago; quest’ultimo gli disse: "Recati alla Terra del Quack. Lì il Re Anatrone ti farà una grande accoglienza e troverai molte risposte". Svegliatosi di colpo, in piena notte, mentre i grilli cantavano, saltò su Fido Destriero e si lanciò come un missile verso l’est, dove, appoggiata alle Montagne Stregate, sorgeva Anatronia, capitale della Terra del Quack. Questo territorio molto vasto era ricoperto da verdi praterie puntellate da freschi stagni. Negli stagni vivevano le mosche, famose ingannatrici. Al sorgere del sole Capitan Carota era alla Frontiera; appena davanti a lui c’era un largo stagno sopra il quale svolazzava una nera nube: mosche! Una grassa mosca si diresse verso il Capitano e lo indusse a rinfrescarsi nello specchio d’acqua, volendo in realtà farlo annegare per mangiarlo assieme alle sue sorelle. Il Capitano che non era stupido, non ascoltò le mosche e proseguì. Gli insetti lo seguirono finché arrivò ad un bivio della strada, in una zona rocciosa; allora le mosche gli dissero: "Se prendi a sinistra pagherai con la vita, se prendi a destra pagherai con la borsa". Il Capitano andò a sinistra, convinto che le mosche gli dicessero tutto all’incontrario e sicuro di preferire la perdita dei soldi piuttosto che quella della vita. Quando si fu inoltrato fra le rocce e le piante, vide davanti a sé una terribile, grassa e famelica nutria. Aveva due grossi denti a paletta, un corpo tozzo e unghie affilate. L’animale sbuffò e poi corse verso Capitan Carota, che però si tolse di mezzo appena in tempo. Con la lancia il cavalier Carota spezzò una radice che reggeva dei sassi: questi rotolarono addosso alla nutria. Le mosche avevano detto la verità. Il Capitano si affrettò a tornare indietro e prese la via di destra, finché non si trovò faccia a faccia con un pirata. "Un pirata?! Dove non ci sono mari per chilometri?!" sbottò la Carota. Il Pomodoro pirata confessò con tono triste: "Soffro il mal di mare…" poi, con voce ruggente "… ma non perdiamoci in chiacchiere. Dammi tutti i soldi che hai con te!". Capitan Carota lo fermò e gli disse che era solo un povero cavaliere in missione per il Re dei Carciofi. Il pirata calmò la sua rabbia e rispose: "Io ti posso aiutare nella ricerca. La vita da pirata del bosco è desolante" così il Capitano gli raccontò tutto ed il Pomodoro, di nome Tommy Tomato, prese armi e bagagli e partì sul suo destriero. Arrivarono verso sera ad Anatronia e parlarono al Re di quel paese. Il Re sapeva dov’era l’Acqua Pura: "Al di là delle Montagne Stregate. Ma, ahimèndici sorge Anatronia. Ma, ahimé , le montagne sono difficili da attraversare perché vi regnano i terribili Muschi. Non immaginate nemmeno di cosa è capace la magia dei Muschi!!!" onclusete nemmeno di cosa è capace la magia dei folletti!!!"ge Antatronia. per il re. urlò il Re. Poi continuò: "Vi aiuterà nella ricerca il mio fedele cavaliere, ser Quacklord. Un baldo giovane papero comparve all’improvviso: vestito tutto di bianco, con una brillante armatura di diamante e un elmo con una piuma blu in testa. Sul braccio aveva lo scudo con la Q di Quack e in mano stringeva la spada diamantina. Si offrì volentieri di aiutare le due Verdure.

Partirono l’indomani attraversando le Montagne, con l’armatura e la spada di Quacklord che illuminavano le buie e tetre Gallerie dei Muschi. Giunsero di corridoio in corridoio ad un grande salone dove stavano mangiando centinaia di verdastri Muschi. Non appena videro il trio, i Muschi lanciarono i loro malefici, ma lo scudo del temerario Quacklord respinse i bagliori e salvò gli amici. Il Re dei Muschi comparve all’improvviso e tutti s’inginocchiarono davanti a lui. "Chi abbiamo qui?" tuonò il Re malvagio. "Due Verdure ed un Papero! Che vengano imprigionati. È già stata versata troppa polpa oggi" "Perché?" si affrettò a dire il furbo Capitan Carota, tanto per guadagnare tempo. "I Fagioli. Hanno attraversato le Montagne Stregate. Sapevano di non poter entrare qui ma lo hanno fatto. È stato terribile" disse il Re, scuotendo il capo. "Siamo a caccia di Fagioli" rispose pronto il Capitano. " Sul serio? Che vengano subito liberati!" ordinò il Re dei Muschi. I soldati abbassarono le lance. "Ditemi, qual è il vostro scopo?". Il Capitano spiegò tutto al Re, non malvagio come si credeva. "Vi lascerò continuare la vostra avventura, ma non tornate mai più qui. Mai più".

Senza pensarci due volte il trio sgusciò via dalle Montagne Stregate. E non vi fece mai più ritorno.

"Ehi, perché non hai lasciato che c’imprigionassero? Ti avrei mostrato quanto sono abile a scassinare le serrature!" gridò Tommy Tomato appena fuori. "Non capisci? Abbiamo scoperto che anche i Fagioli sono sulla via dell’Acqua Pura. Non ci sarà modo di salvare il Re Carciofo se la troveranno prima di noi!". In quel momento Quacklord si spogliò dell’armatura e delle armi e gridò: "Non arriverete mai all’Acqua Pura! Il tempo delle Tre Contrade è finito, inchinatevi ai Fagioli che saranno vostri signori!!!" e si trasformò in un grosso Fagiolo. Era un traditore inviato dai nemici. Incredibile.

Capitan Carota afferrò le armi del nemico, lasciate incustodite, e cominciò a difendersi finché non venne sopraffatto. Proprio mentre il Fagiolo con i suoi poteri stava per arrostirlo, dalle feritoie delle Montagne Stregate incominciarono a piovere incantesimi: erano i Muschi. In un bagliore verdastro il grosso Legume fu trasformato in un piccolo, innocuo e vero paperotto. Il corno dei Muschi suonò e da quel momento in poi, nessuno più li vide.

Tommy si complimentò, ma il Capitano lo guardò storto: "Potevi anche aiutarmi!" disse. "Ma… vedevo che te la cavavi così bene… !". Capitan Carota sorvolò. Ripresero subito il cammino e raggiunsero una verdeggiante prateria alle pendici delle Montagne Stregate. Era la Valle del Fiume, landa rigogliosa abitata da laboriose creature: i Cereali. Carota e Tomato chiesero ospitalità per la notte alla Casa di Cereolio, il capo dei Cereali del Sud. Domandarono a quest’ultimo se mai sapesse dove si trovava il grandioso Calice dell’Acqua Pura ed il Granturco rispose: "L’Acqua Pura si trova dove non è e non dove è. Quindi cercala dove sei sicuro che non è e la troverai".

La mattina i due avventurieri si recarono verso le Paludi del Nord, seguendo alla lettera i consigli del Re dei Cereali.

Le Paludi erano terre piene di fango e Alberi Malvagi e rinsecchiti. Ogni bambino-verdura aveva al primo posto nella classifica degli incubi il perdersi in questo terribile luogo che era temuto anche dalle Verdure mature! E proprio lì, fra la melma puzzolente e gli Alberi Cattivi i nostri due amici si addentrarono, attenti a non essere colpiti da rami ribelli. Dopo ore di cammino nel fango, videro una bianca luce ma non fecero in tempo a raggiungerla perché venti Fagioli, tra cui il loro Re Zumli, l’accerchiarono: quando la luce si affievolì su di una pietra squadrata apparve un calice di diamante colmo d’Acqua Pura. Zumli con ghigno malefico provò ad impugnare il Calice ma da esso uscì una figura brillante, con vestiti stracciati ed un bastone infilzato in un fungo di pietra. Era il Custode. "Non vi permetto" tuonò il Custode "di prendere una cosa così pura, sporchi e vili Fagioli". Furiosi, i Legumi cercarono di avventarsi sul buon Custode che volò in alto e col bastone li fece sparire tutti in un guizzo di luce. Rimase Zumli, terrorizzato, che cercò di fuggire ma la magia del Custode lo trasformò in un Albero Malvagio. La creatura aggiunse poi: "Su, Carota e Pomodoro, venite fuori. Vi ho visti". I due, uno fiero e svelto, l’altro tremante, si fecero avanti. Il Custode consegnò loro il Calice dell’Acqua Pura, perché i loro intenti erano buoni, poi scomparve nel nulla.

Tornati alla reggia del Re Carciofo, Capitan Carota e Tommy Tomato furono premiati con una grandissima festa alla quale parteciparono tutte le Verdure del mondo, i Cereali e i Funghi. Tutti ballarono e risero allegramente fino all’alba, festeggiando il Re guarito e i due cavalieri che erano riusciti nell’eroica missione.

 

FINE

Ottobre 2003

Maggio 2004: primo classificato Concorso Letterario S. Maurelio di Ferrara, cat. C classi 2° e 3° media con il racconto Le Avventure di Capitan Carota.

 

Maggio 2004: Le Avventure di Capitan Carota è finalista del premio Jaques Prévert e sarà pubblicato dalla Casa Editrice Montedit di Milano.

 

Giugno 2004: primo classificato Concorso Letterario “Una favola per sognare” bandito dal Lions Club Trieste Miramar - Sezione giovani. Le Avventure di Capitan Carota.

 

Settembre 2005: decimo classificato al 5° Concorso internazionale poetico musicale di Basilea con il libretto “Le grandi avventure di Capitan Carota”.