Un Regalo Originale

- Dino’s Tale -

C’era una volta un bambino di nome Dino.

In un assolato pomeriggio di primavera, con gli albicocchi fioriti che tinteggiavano di bianco il frutteto e le farfalle colorate che svolazzavano qua e là, Dino se ne stava seduto dentro la casetta sull’albero assorto nei suoi pensieri. Ciò che lo assillava era un qualcosa di davvero importante: cosa avrebbe regalato alla sua mamma in occasione del compleanno? Certo, se Dino fosse entrato in un grande negozio avrebbe sicuramente trovato un dono pregevole e costoso, ma non era quello che desiderava. Voleva regalare alla sua mamma qualche cosa di davvero speciale, di unico, non una banalità che si poteva comprare.

La scelta di Dino era sicuramente apprezzabile però gli complicava la vita: infatti, entrare in una bottega ed acquistare un bel prodotto avrebbe sì prostrato il suo portafogli ma non sarebbe stato molto difficoltoso, mentre inventarsi qualcosa di originale era molto più impegnativo. Così Dino se ne stava a spremersi le meningi nella sua casa sull’albero, senza trovare soluzioni.

Ad un tratto alla finestrella della casa sull’albero si affacciò un piccione viaggiatore. Aveva un cappello consunto ed una sciarpa scolorita. “Bambino, perché non giochi coi tuoi amici oggi che è una così bella giornata? Li ho visti con i gavettoni e col pallone, ti potresti divertire!” esclamò il piccione.

“Vedi, piccione, io ho un problema. Non so cosa regalare alla mia mamma per il suo compleanno che è ormai prossimo” replicò Dino.

“Oh, beh, non è un problema!” disse il piccione “Ti basta entrare al negozio coi tuoi risparmi e…” “No!” lo interruppe Dino “Vorrei regalarle qualcosa di originale, di personale…” aggiunse.

“Ah, se metti così le cose allora ti do un consiglio: standotene chiuso quassù di certo non ti verrà in mente niente. Se invece fai come me, ti metti a viaggiare, troverai sicuramente l’ispirazione per un fantastico e meraviglioso regalo” sussurrò il piccione viaggiatore. “Adesso però scusami, devo scappare!” e detto questo spiccò il volo.

Dino rifletté un attimo e realizzò che l’uccello viaggiatore aveva ragione. Così il bambino discese dalla casetta sull’albero ed afferrato il monopattino prese la via che conduceva in ogni direzione.

Viaggiò spedito per un bel pezzo finché non si stancò e decise di fermarsi. Fino a quel momento la strada che si snodava tra le campagne non gli aveva suggerito idee interessanti, così pensò che avrebbe fatto meglio a chiedere consigli ai personaggi che avrebbe incontrato.

In un bar scalcinato fece conoscenza con un vecchio motociclista. Aveva enormi baffi che gli scendevano fin sotto alla gola ed un grosso naso. Vestiva vecchi abiti di pelle e la sua moto era ferma da tanti anni. “Ciao, vecchio motociclista” esordì Dino.

“Vecchio a chi, si può sapere?” ribatté alterato l’uomo.

“Scusa, non pensavo di offenderti. Senti, tu non avresti idea di che cosa io possa regalare alla mia mamma? Un regalo originale, mi raccomando!” disse il bambino.

Il motociclista s’illuminò, corse nel ricovero di vecchi motori che si ergeva in tutta la sua decadenza dietro al bar e ritornò poco più tardi con un piccolo aggeggio di metallo in mano. “E’ un vecchissimo motore a scoppio. La tua mamma potrebbe attaccarlo al ferro da stiro oppure alla ramazza per non fare fatica!” spiegò il motociclista.

Dino pensò che le idee del vecchio erano alquanto balzane ma preferì non contraddirlo ed accettare la proposta di dono. Salito sul monopattino, decise di proseguire il viaggio alla ricerca di altri personaggi che magari gli avrebbero dato consigli migliori.

Giunse presso uno stagno popolato da oche ed anatre. Pensò come sarebbe stato buffo portare alla mamma un’oca, dato che lei nutriva per quelle bestiole una paura folle! Si avvicinò al ridente specchio d’acqua e salutò gli animali. “Cosa posso regalare alla mia mamma per il suo compleanno, secondo voi?” chiese poi. “Ma, non sappiamo” dissero le oche e le anatre “Prova a chiedere al re. Lui è molto saggio. Vive in quel castello laggiù. Comunque, se mai non trovassi niente, tieni questo secchio d’acqua: la tua mamma potrà sempre specchiarvisi”.

Dino, dopo aver accettato il secchio d’acqua, riprese il cammino verso il castello del re e lo raggiunse in breve tempo. Bussò per tre volte al portone e questo si aprì scricchiolando. Gli araldi del re condussero il bambino al cospetto del monarca e questi lo invitò a porgergli la sua domanda. Dino, ovviamente, chiese un suggerimento per un regalo originale da fare alla sua mamma.

“Uhm, io sono esperto di cavalieri e di spade magiche, non di regali per la mamma. Vediamo un po’. Recati dal mio mago personale, lui sa tutto. Abita nel bosco” disse il re e dopo avergli consegnato una merenda da viaggio lo invitò a partire.

Dino seguì i consigli del sovrano e col suo fidato monopattino riprese il cammino, nella direzione del bosco.

Durante il tragitto era molto eccitato, avrebbe desiderato ottenere molte risposte dal mago che sapeva tutto. Infatti aveva tantissime domande che lo assillavano e sapeva che quella era l’occasione buona per trovare le risposte.

Quando giunse al limitar della foresta, tuttavia, un grosso orco gli si parò davanti. Dino s’impaurì e pensò che non avrebbe mai trovato un regalo per la sua mamma.

L’orco, la cui ingordigia era paragonabile solo alla sua ignavia, pensò che avrebbe fatto molta meno fatica a far stancare Dino nelle paludi piuttosto che rincorrerlo in lungo e in largo. Lo avrebbe mangiato quando non si sarebbe più retto in piedi. Disse dunque l’orco: “Non preoccuparti: sono qui per aiutarti. Ho sentito che stai cercando un regalo originale da fare alla tua mamma e so dove potrai trovarlo: alle paludi!”.

“Alle paludi?!” sbottò incredulo Dino.

“Sì, proprio alle paludi! Vai, che non hai molto tempo!” ribatté l’orco.

Dino a quel punto si mise a correre inconsapevole verso le paludi, come il mostro tanto desiderava.

L’orco, non appena Dino fu lontano, prese il telefono e contattò i due suoi amici delle paludi: il coccodrillo ed il ragno. Disse loro che stava arrivando un bambino e che avrebbero dovuto catturarlo; della sua tenera carne si sarebbero poi cibati assieme. In realtà, gran parte del cibo sarebbe finito tra le fauci dell’orco perché, in fondo, più che amici il coccodrillo ed il ragno erano suoi servi.

Dino, nel frattempo, era giunto alle paludi ed avanzava con incedere insicuro e circospetto. Il luogo era inquietante, con gli alberi rinsecchiti e la melma puzzolente. Ad un tratto balzarono fuori il coccodrillo ed il ragno, orridi e malvagi. Dino ebbe molta paura e tentò immediatamente la fuga, zigzagando come un fulmine tra gli alberi della palude tentando di mettersi in salvo. Le due bestiacce gli erano sempre alle costole, allora a Dino venne un’idea: prese la merenda da viaggio che gli aveva dato il re e la gettò in pasto al coccodrillo che subito abbandonò l’inseguimento per gustarsi quel ben di Dio. Il bambino poi lanciò addosso al ragno il secchio d’acqua che gli avevano regalato le anitre ed il cattivo, infreddolito e bagnato fradicio, si ritirò.

Correndo sempre a più non posso Dino  finalmente uscì dalle infernali paludi felice di averla scampata, ma una brutta sorpresa lo attendeva a pochi passi: l’orco. Questi era infuriato perché il coccodrillo ed il ragno avevano fallito ed aveva quindi deciso di intervenire di persona: tentò più volte di afferrare Dino per mangiarselo in un sol boccone. Il bambino vide che il mostro era grosso e veloce e capì che continuando così non si sarebbe salvato. Allora installò rapidamente sul monopattino il motore che gli aveva donato il vecchio motociclista e rapido come una scheggia puntò dritto verso casa, lasciandosi alle spalle l’orco.

Durante il tragitto, Dino era dispiaciuto perché non avrebbe mai potuto parlare col mago che sapeva tutto. Forse, però, era meglio così: la vita sarebbe stata tutta una sorpresa.

Giunto a casa, Dino costatò che il vecchio motore non aveva retto alla gran fatica e si era fuso. Peccato.

Il bambino era molto rammaricato per non aver trovato un regalo originale e speciale per la sua mamma e davvero non sapeva più come fare. Ormai il compleanno era vicino:  si trattava del giorno seguente.

Ad un tratto, mentre Dino se ne stava triste nel suo letto, un’idea geniale gli balzò in mente e, preso quaderno, penna, matite e colori iniziò a scrivere ed a disegnare le fantastiche avventure che aveva realmente vissuto quel giorno, creando così il regalo più bello ed originale che avesse mai potuto immaginare.

Il giorno dopo la mamma scartò il dono e non appena ebbe sfogliato il quaderno pieno di immagini colorate e paroloni, sfiorò con la mano la testa del suo bimbo e gli disse: “Bellissimo,  hai veramente una gran  fantasia!”.

 

Dedicato alla mia mamma nel giorno del suo compleanno

Carlo

6 giugno 2005

 

Giugno 2006: primo classificato Concorso Letterario “Una favola per sognare” bandito dal Lions Club Trieste Miramar - Sezione giovani.